ANCI Piemonte dal Papa

La crisi demografica, i problemi delle famiglie e dei giovani, la depressione, la solitudine degli anziani, le difficoltà di poveri ed emarginati, la questione ambientale e i conflitti sociali. Fino alla piaga del gioco d’azzardo, un fenomeno in costante aumento che rovina molte famiglie.

Tanti i temi trattati da Papa Leone XIV durante l’incontro con i sindaci dell’ANCI, accompagnati in udienza, nel Palazzo Apostolico vaticano, dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI.

Importante l’invito del pontefice a “porre attenzione alle necessità delle famiglie e delle persone, avendo cura specialmente dei più fragili”, così come il monito alla politica a “promuovere la pace sociale” e in particolare ai sindaci a farsi “maestri di dedizione al bene comune” (scarica il discorso integrale).

All’evento ha partecipato il presidente di ANCI Piemonte, Davide Gilardino. “Emozionante rappresentare i sindaci del Piemonte davanti al Santo Padre. L’udienza è stata l’occasione per sottolineare l’importanza del ruolo degli amministratori – ha detto Gilardino -. Mantenere l’umanità e coniugarla alla concretezza dell’attività, infatti, è ciò che distingue l’agire del buon sindaco. Tutti noi, ne sono sicuro, continueremo a lavorare e collaborare nell’interesse del bene comune cercando di non dimenticare le problematiche che affliggono i nostri cittadini e le esigenze che ne derivano”.

Presenti per il Piemonte anche il sindaco di Novara e presidente IFEL, Alessandro Canelli e il sindaco di Valdengo (BI) nonché vicepresidente di ANCI nazionale, Roberto Pella.

“Le parole pronunciate da Papa Leone XIV – ha dichiarato invece il presidente di ANCI nazionale, Gaetano Manfredi – ci riportano ad una verità essenziale: amministrare non significa solo gestire la burocrazia, ma prendersi cura delle persone. Come diceva Giorgio La Pira, un amministratore non può restare indifferente di fronte a chi soffre, a chi perde il lavoro o a chi si sente solo. Dobbiamo passare da una democrazia di sole parole a una democrazia dei fatti, capace di ascoltare i più fragili. Il nostro compito – ha concluso Manfredi – è trasformare la fatica quotidiana dei cittadini in un progetto collettivo, ricordandoci che una comunità cresce davvero solo se cresce insieme, senza lasciare indietro nessuno