“Con la riforma relativa alle distanze cimiteriali, i Comuni potranno intervenire per recuperare edifici abbandonati e adattare la pianificazione alle reali necessità del territorio, mantenendo il decoro e la sacralità dei luoghi senza paralizzare la crescita economica e sociale. Un cambiamento importante soprattutto per i centri minori e per quelli montani. ANCI Piemonte continua a essere vicina agli amministratori e a raccogliere le istanze dei territori, che spesso sono espressione di problemi comuni”.
Lo afferma il presidente di ANCI Piemonte, Davide Gilardino, dopo il via libera alla riforma dell’articolo 338 del Testo Unico delle leggi sanitarie, approvata dal Parlamento su proposta della Regione Piemonte.
La revisione normativa, approvata a livello nazionale con la Legge di Bilancio, introduce margini di maggiore flessibilità urbanistica, con ricadute soprattutto per i piccoli Comuni in cui la presenza dei cimiteri nei pressi dei centri abitati ha spesso limitato, in passato, importanti interventi di natura urbanistica ed edilizia.
“L’aggiornamento delle distanze cimiteriali – afferma la vicepresidente di ANCI Piemonte con delega all’Urbanistica, Silvia Cavassa – certifica l’impegno della nostra associazione nell’ascoltare le esigenze dei Comuni per trasformarle in soluzioni concrete, a partire dai tavoli regionali. Finalmente superiamo un vincolo del 1934 che penalizzava le aree montane e marginali. È una vittoria del buonsenso che restituisce ai sindaci la sovranità decisionale necessaria per sbloccare la rigenerazione urbana e lo sviluppo dei nostri territori”.
“Il risultato – conclude Cavassa – è il frutto di una proficua collaborazione tra ANCI Piemonte e la Regione. La riforma rappresenta una risposta concreta alla richiesta di semplificazione amministrativa che i sindaci avanzano da tempo e consentirà di restituire valore a immobili e aree che rischiavano il degrado a causa di un vincolo non più attuale”.
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