“Oggi abbiamo rilanciato un messaggio chiaro, la pace si costruisce dal basso, nelle città, attraverso il lavoro quotidiano dei sindaci e delle comunità. La diplomazia dei territori, fatta di relazioni, gemellaggi e cooperazione internazionale, è oggi più che mai necessaria”, ha evidenziato la delegata Anci alla Pace e sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi.
Per questo chiediamo che l’Italia incrementi le risorse per la cooperazione, perché gli investimenti in istruzione, salute e sviluppo producono effetti profondi e duraturi, molto diversi dall’impatto della spesa militare”, ha aggiunto Ferdinandi. Che ha dato appuntamento alla Marcia Perugia–Assisi, del prossimo 12 ottobre. “Vogliamo che nel cammino immaginato da Aldo Capitini ci siano sempre più gonfaloni, comunità e sindaci, per dire insieme che la pace non è un sogno ingenuo ma una responsabilità quotidiana”.
Mario Conte, sindaco di Treviso e presidente di Anci Veneto, ha sottolineato: “Quando parliamo di comunità, pace e di bambini credo che non ci siano dubbi da che parte stare e credo che questo sia davvero un grande insegnamento. Ricordo di rappresentare territori che durante la guerra hanno pagato molto: il 7 Aprile 1944 in 11 minuti su Treviso caddero 2600 bombe, con 1600 morti di cui 233 bambini. In quegli 11 minuti è stata cancellata la storia di 1600 persone. Oggi evidentemente l’umanità non ha ancora capito e non è stata in grado di fare tesoro degli errori del passato: sta a noi che rappresentiamo il presente cercare di coltivare la cultura del rispetto del dialogo con la speranza che si possa davvero arrivare in un mondo di pace”, ha concluso Conte.
Il vicepresidente di Anci nazionale Roberto Pella ha ribadito: “Noi sindaci siamo simbolo di unità. Portiamo questa fascia che rappresenta il Paese e l’appartenenza a una comunità, siamo un buon esempio perché non solo ogni giorno siamo impegnati a rispondere alle esigenze dei cittadini ma applichiamo anche politiche sovranazionali. I cittadini hanno paura, sono preoccupati ma noi Sindaci possiamo, ogni giorno, con piccole azioni concrete mettere in pratica un messaggio di pace”, ha aggiunto Pella.
Maher Canawati sindaco di Betlemme: “La partecipazione a questo evento mi darà qualcosa da portare ai miei cittadini. L’esistenza del popolo palestinese dipende molto anche dalla speranza e i miei cittadini la stanno perdendo. Vedere qui tanti sindaci di diversi colori politici è molto importante. Siamo qui per la giustizia e l’umanità, la bandiera palestinese non rappresenta solo i palestinesi ma è simbolo di umanità”. Il sindaco di Betlemme all’iniziativa “Sindaci per la pace” ha parlato anche delle difficili condizioni della popolazione a Gaza e anche della città di Betlemme. “Una città che dipende molto dal turismo e che, solo negli ultimi tre anni ha visto la popolazione diminuire e aumentare la disoccupazione. Da mesi i dipendenti del Comune non ricevono lo stipendio ma continuiamo a garantire la manutenzione delle nostre strade, a supportare i cittadini. La nostra resilienza ci porta ad andare avanti ma abbiamo bisogno del vostro supporto”.
Da parte sua Christofer De Zotti, sindaco di Jesolo e vicepresidente di Anci Veneto ha ricordato che “al di là dei colori dei partiti e delle divisioni dobbiamo chiedere e pretendere un mondo in cui i bambini non muoiono sotto le bombe e che questo non sia semplicemente una cosa banale e scontata”. In questo momento tragico “le risposte non sono facili da trovare, ma di fronte a questo caos è necessario avere delle parole e delle posizioni chiare e nette. Ad esempio, cominciare a dire che non è accettabile che uno Stato sovrano attacchi e violi l’integrità di un altro Stato sovrano, bisogna avere il coraggio di dire anche ai nostri alleati storici che se è vero che l’aggressione di Hamas è stata un’aggressione violenta da condannare quanto sta succedendo forse sta andando oltre ogni limite della tollerabilità”, ha concluso.
Flavio Lotti, presidente della Fondazione Perugia Assisi per la cultura della pace, direttore del Coordinamento Nazionale Enti Locali ha evidenziato: ”la vostra presenza qui segnala la volontà politica di ciascuno di voi sindaci di assumersi la responsabilità della pace. Le città sono il luogo dove si esercita la cura della comunità. E – usando le parole del sindaco Giorgio La Pira- le città sono chiamate ad essere il candelabro dell’umanità. Siamo in una notte buia e le città possono essere la luce. La sfida più grande è quella di proseguire un cammino di pace e considerare le nostre città come cantieri di pace”. Lotti ha poi aggiunto che sono 205 i sindaci italiani che hanno già aderito alla marcia per la pace Perugia-Assisi. “E lanceremo anche un Giro d’Italia per la pace che partirà il 12 ottobre e coinvolgerà tutte le città che vogliono creare questo grande cantiere di pace”









