Un sistema di welfare a rischio, stretto tra i ritardi nell’erogazione dei fondi e un trattamento contrattuale non adeguato per chi, ogni giorno, opera sul territorio. Criticità segnalate in queste settimane dagli Enti Gestori (EEGG) delle funzioni socioassistenziali e fatte proprie, nel corso dell’ultima riunione del direttivo, dall’ANCI Piemonte, attraverso l’approvazione di due ordini del giorno che impegnano l’ufficio di presidenza a farsi portavoce dei problemi nei confronti della Regione.
Nel dettaglio, la prima criticità strutturale riguarda il mancato riparto delle risorse agli enti gestori piemontesi, a causa dei ritardi nell’iter di approvazione del Piano Nazionale non Autosufficienza 2025/2027, non ancora completo, e dal conseguente stallo nell’approvazione del Piano Regionale. Molti enti hanno già esaurito le disponibilità del FNA 2024 e si trovano in grave difficoltà nel programmare gli interventi e nel finanziare i cosiddetti “Piani Assistenziali Individualizzati”. In assenza di un’adeguata copertura finanziaria, alcune realtà hanno comunicato il rischio di dover interrompere i servizi essenziali per i cittadini non autosufficienti.
“Non possiamo permetterci di fermare l’assistenza domiciliare o gli assegni di cura – dichiara il vicepresidente al Welfare di ANCI Piemonte, Vincenzo Andrea Camarda -. Abbiamo chiesto alla Regione Piemonte di valutare la possibilità di anticipare le assegnazioni per garantire la continuità delle prestazioni ai cittadini più fragili senza rischiare il default amministrativo o ancor peggio l’interruzione dei servizi”.
La seconda richiesta di ANCI Piemonte riguarda, invece, i lavoratori dei Consorzi Intercomunali per i servizi socioassistenziali (Ambiti Territoriali Sociali – ATS). Solo in Piemonte, i Consorzi contano più di 1.800 dipendenti. Sebbene a questi lavoratori venga regolarmente applicato il CCNL Funzioni locali (valido per i dipendenti comunali), al momento il personale dei Consorzi risulta inspiegabilmente escluso dalle recenti migliorie economiche. Tra le altre cose, spicca l’esclusione dal Fondo per l’armonizzazione dei trattamenti accessori previsto dalla legge di Bilancio 2026 n. 199/25 per il personale comunale.
“Siamo di fronte a una disparità che deve essere sanata – sottolinea ancora Camarda -. I nostri Consorzi sono il braccio operativo dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS). Negare loro l’accesso ai fondi per l’armonizzazione dei trattamenti accessori, come previsto dalla Legge di Bilancio 2026 per i Comuni, significa rendere questi enti meno attrattivi per professionisti fondamentali come assistenti sociali ed educatori”. Si tratta di una condizione che rischia di aggravare ulteriormente la già difficile capacità di reperire sul mercato del lavoro figure professionali specifiche e indispensabili per la tenuta del sistema sociale, quali assistenti sociali, educatori professionali e psicologi. Da qui la richiesta di ANCI Piemonte, ai rappresentanti di Governo e Regione, di affrontare con urgenza una situazione che penalizza i dipendenti dei Consorzi e rischia di compromettere la risposta ai bisogni primari del territorio.









