“L’ultima sentenza di condanna che ha coinvolto la sindaca di Chiesa in Valmalenco, Renata Petrella, per la tragica frana di Chiareggio dell’agosto 2020, rappresenta l’ennesima conferma di un corto circuito normativo e procedurale ormai insostenibile. Ogni volta che un evento atmosferico o idrogeologico devasta un territorio – e purtroppo questi eventi sono sempre più frequenti – la magistratura procede ad addossare la responsabilità omissiva o il difetto di previsione direttamente ed unicamente sul primo cittadino”.

Lo afferma il presidente di ANCI nazionale Gaetano Manfredi, che nelle scorse ha espresso vicinanza alla sindaca Petrella sostenendo la raccolta firme promossa dagli amministratori locali per chiedere una riforma legislativa sulle responsabilità dei sindaci.

Numerose le vicende giudiziarie che negli anni hanno segnato la vita e la carriera di diversi amministratori locali. Da qui la richiesta di “un intervento legislativo che liberi i sindaci dall’incubo di dover prevedere i danni causati da una calamità naturale. Amministrare un Comune – ricorda l’ANCI – non può significare firmare una cambiale di responsabilità penale a ogni bollettino meteo. I Sindaci sono l’autorità locale di Protezione Civile ma non sono meteorologi, né geologi, né tecnici informatici”.

L’iniziativa è condivisa dal presidente di ANCI Piemonte, Davide Gilardino, che parla di “una richiesta che da decenni viene portata avanti dai sindaci e sulla quale è necessario fare una profonda riflessione legislativa, giudiziaria e mediatica. Non è accettabile – afferma Gilardino – che chi è in prima linea  per difendere i territori, spesso senza i dovuti strumenti e risorse, sia ritenuto colpevole di qualunque avvenimento succeda nella propria comunità”.

Inaccettabile, n estrema sintesi, che la catena di comunicazione dell’emergenza ricada sulla responsabilità individuale e penale di una singola persona.

Leggi il comunicato stampa di ANCI nazionale.