Il reclutamento, attraverso un piano straordinario di assunzioni di giovani dotati delle professionalità necessarie per innovare la PA e il rilancio di un’azione di formazione continua, non solo tecnica, ma capace di trasmettere anche un senso di appartenenza alla Pa”.

Sono queste, secondo il presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI Enzo Bianco, le due leve fondamentali necessarie alla trasformazione della Pubblica amministrazione chiamata a reagire con risposte innovative ad oltre un anno di emergenza epidemiologica.

Intervenendo ad un convegno organizzato dall’Università di Trieste (‘Ripensare i profili professionali per una PA evoluta. Eliminare stereotipi valorizzando la formazione’), Bianco si è innanzitutto soffermato su un dato numerico. “Qualsiasi ragionamento sul personale dipendente dai Comuni italiani deve considerare prima di tutto la riduzione di 120.000 unità di personale in poco più di dieci anni nel comparto, il 25% del totale, effetto di una severa legislazione di vincoli finanziari. La perdita di un dipendente su quattro si è tradotta – ha spiegato il presidente Bianco – nell’incremento dell’età media del personale in servizio, che oggi supera i 52 anni”. Come se non bastasse tutto ciò, “la normativa sul contenimento finanziario ha tagliato anche le spese per la formazione, in una fase di continuo trasferimento di funzioni aggiuntive sui Comuni da parte dello Stato e delle Regioni”.

Del resto, a promuovere una riflessione sull’importanza della formazione nella PA è stata l’esperienza dello smart working imposta dall’emergenza sanitaria, che ha evidenziato diverse criticità. Come ripartire, dunque, in vista dell’attuazione del PNRR? Bianco ha ribadito il plauso dell’Associazione alle “assunzioni straordinarie a tempo determinato per potenziare la capacità amministrativa della PA, previste dal Decreto sulla PA approvato nei giorni scorsi. Ma non ha mancato di sottolineare la “richiesta al governo di nuove assunzioni a tempo indeterminato, con l’immissione stabile di nuove professionalità, e con una drastica semplificazione di tutte le procedure di reclutamento”.

Per l’ANCI l’obiettivo finale deve essere più ampio: si deve tornare a promuovere l’attrattività dell’impiego pubblico, che non va più visto come il ‘posto fisso’ o la ‘zona di comfort’, ma come l’impiego di chi ha l’onore e l’onere di curare l’interesse pubblico”. Da questo punto di vista il presidente del Consiglio nazionale ha posto l’accento sul trattamento economico inferiore dei dipendenti comunali rispetto a quelli statali, cui si accompagna una maggiore esposizione al rischio professionale. “Tale situazione determina una minore attrattività dell’impiego negli enti locali innescando spesso flussi di mobilità in uscita che lasciano sguarniti gli uffici comunali delle migliori professionalità”. In questo senso, Bianco ha disapprovato la norma del Decreto sul reclutamento per il PNRR che abroga il nulla osta dell’amministrazione di appartenenza per la mobilità del proprio dipendente verso un’altra amministrazione. “La sua attuazione è molto problematica per i Comuni e può avere effetti gravi sull’organizzazione degli uffici”, ha concluso il presidente del Consiglio nazionale ANCI.