Grande interesse e partecipazione per la terza e ultima giornata del ciclo di incontri formativi dedicati all’attuazione della normativa antiriciclaggio. L’evento, realizzato dalla Città di Torino e dall’ANCI Piemonte, si è svolto nella Sala Bobbio della Curia Maxima, in Via Corte d’Appello, e ha approfondito il tema riguardante “La collaborazione attiva e il dovere di comunicazione alla UIF”, l’Unità di Informazione Finanziaria istituita presso la Banca d’Italia dal d.lgs. n. 231/2007, con funzioni di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.
Nell’occasione, la segretaria generale del Comune di Torino, Annalisa Puopolo, ha presentato il primo modello di gestione antiriciclaggio della Città, che individua nel comandante della Polizia locale la figura del gestore antiriciclaggio. Secondo il protocollo illustrato, l’azione di comunicazione alla UIF avviene attraverso tre fasi: la prima fase riguarda gli operatori di primo livello ovvero i dipendenti della Città chiamati a comunicare eventuali anomalie o operazioni sospette al proprio dirigente; nella seconda fase, il dirigente trasmette al Gestore antiriciclaggio eventuali segnalazioni attraverso un apposito indirizzo e-mail; nella terza e ultima fase, il gestore e lo staff degli analisti provvedono all’analisi di dettaglio e, se necessario, effettuano la comunicazione alla UIF. In proposito, la Città di Torino sta mettendo a punto un agile vademecum che sarà disponibile a partire dal 2026 e che verrà condiviso anche con altri Comuni del territorio.
Nel corso della mattinata, il comandante del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Torino, Alessandro Langella, ha analizzato il piano sistemico e l’assetto istituzionale del riciclaggio nelle pubbliche amministrazioni, affrontando i temi legati all’autorità di vigilanza e controllo, agli obblighi in materia di antiriciclaggio e alle nuove metodologie di riciclaggio. Langella ha sottolineato come i flussi di comunicazioni all’UIF risultino ancora marginali, seppure di qualità migliore, soprattutto in ambito PNRR. Affermazioni che hanno trovato conferma nell’analisi di Alessia Adamo, cofondatrice di Lab4, che ha parlato, tra le altre cose, delle complessità legate all’interpretazione della normativa. Giustino Goduti, esperto di ANCI Piemonte e direttore scientifico dell’iniziativa, ha invece analizzato gli aspetti pratici legati alle modalità di comunicazione verso l’UIF.
All’evento hanno partecipato il vicepresidente vicario di ANCI Piemonte e sindaco di Alpignano, Steven Giuseppe Palmieri, l’Assessore alla Legalità della Città di Torino Marco Porcedda, il presidente della commissione Legalità Luca Pidello e il vicedirettore generale del Comune di Torino Antonino Calvano.
“Concludiamo oggi un ciclo di formazione di grande valore, pensato per offrire strumenti concreti ai nostri amministratori e dipendenti, affinché possano gestire il rischio, promuovere la trasparenza e attivare il cambiamento necessario all’interno delle nostre amministrazioni”, ha detto Palmieri. “In un tempo in cui la fiducia dei cittadini passa anche dalla capacità delle istituzioni di essere vigili, competenti e coerenti nel contrastare fenomeni opachi – ha aggiunto – questa formazione rappresenta una risposta concreta, utile e lungimirante. Abbiamo affrontato temi delicati e strategici: dalle procedure a rischio riciclaggio, al ruolo degli analisti, fino agli obblighi di comunicazione all’UIF. Come ANCI Piemonte abbiamo creduto fortemente in questo progetto, consapevoli che la legalità si costruisce giorno per giorno anche attraverso la conoscenza, la formazione e la condivisione delle buone pratiche”. Infine: “Ringrazio la Città di Torino per la collaborazione, tutti i relatori per l’alta qualità dei contenuti e i partecipanti per l’attenzione dimostrata. Questo ciclo non è stata solo un’occasione formativa, ma un tassello importante nel rafforzamento di una Pubblica Amministrazione più consapevole, solida e vicina ai cittadini”.
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