“Senza risorse certe per la manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio non possiamo garantire i servizi e contrastare il fenomeno dello spopolamento, una piaga che va affrontata con estrema urgenza. È a rischio la sopravvivenza dei nostri borghi e delle nostre valli”.
Lo ha ribadito il coordinatore Piccoli Comuni e Unioni di Comuni di ANCI Piemonte, Emanuele Ramella Pralungo, intervenendo nel corso dell’incontro svoltosi nella sede dell’ANCI nazionale a Roma.
Al centro del confronto i contenuti dell’Agenda Controesodo, il documento strategico con cui la Consulta individua priorità e proposte concrete per contrastare lo spopolamento e sostenere lo sviluppo dei piccoli Comuni. Un passaggio particolarmente rilevante per ANCI, che nel corso dell’incontro ha rilanciato la necessità di portare questi temi all’attenzione del Governo centrale ma anche delle Regioni, chiamate ad assumere un ruolo diretto su alcune delle questioni più decisive per il futuro delle aree interne e montane.
Nel corso dell’incontro, la Consulta ha ribadito con forza la richiesta di un rafforzamento delle politiche dedicate ai Piccoli Comuni, a partire dal ripristino del Fondo per le Piccole Opere. A tale proposito, il vicepresidente Ramella ha posto l’accento sulla necessità “assoluta e non più procrastinabile” di ripristinare le risorse destinate ai piccoli Comuni nella prossima manovra finanziaria. Dal canto di suo, il presidente di ANCI nazionale Gaetano Manfredi ha confermato l’impegno ad accompagnare e sostenere la richiesta nelle sedi opportune, evidenziando la ripresa positiva delle interlocuzioni, favorita dal lavoro della Consulta.
Nel corso della riunione si è parlato, inoltre, di semplificazione amministrativa e della necessità di rafforzare le capacità operative degli enti locali anche attraverso le funzioni associate, da rilanciare con decisione. Essenziale sostenere e promuovere i servizi di prossimità (sanità territoriale, scuola, trasporti e lo sviluppo di un turismo sostenibile) ritenuti decisivi per garantire qualità della vita e permanenza delle comunità nei territori più fragili. A questo si aggiunge il lavoro di raccordo da sviluppare con le Regioni alla luce della nuova legge sulla montagna, insieme al riconoscimento del ruolo strategico dei Piccoli Comuni nella tutela ambientale e nella gestione del territorio. Sull’argomento, ANCI Piemonte ha chiesto espressamente che l’ANCI nazionale vigili sul rispetto degli accordi sottoscritti in sede di Conferenza Stato-Regioni-Città. “È fondamentale – ha affermato il vicepresidente Ramella – che l’impostazione della legge non venga modificata in modo peggiorativo. Occorre garantire che i Comuni montani possano continuare a beneficiare delle deroghe vigenti, a partire da quelle fondamentali sul comparto scuola, senza il quale i territori sono destinati a morire. Senza risorse economiche e tutele normative – ha ribadito Ramella – rischiamo di perdere le amministrazioni locali ovvero il primo presidio dello Stato sul territorio. Torniamo da Roma con un segnale chiaro e incoraggiante da parte di ANCI nazionale. Ora vigileremo affinché alle parole seguano i fatti”, ha concluso il coordinatore Piccoli Comuni di ANCI Piemonte.









