“Gli avvisi di garanzia recapitati oggi al sindaco di Torino e ai suoi predecessori, così come ai vertici della Regione Piemonte, sono l’ennesima beffa di un sistema che vede negli amministratori locali i soggetti da perseguitare in ogni occasione. Se continuiamo di questo passo, diranno che siamo responsabili anche dell’invasione delle cavallette o del brutto tempo a Pasquetta”.

Così il presidente dell’ANCI, Antonio Decaro, commenta la notizia del coinvolgimento dei rappresentanti delle istituzioni locali in una inchiesta della Procura della Repubblica sullo smog. L’accusa, per tutti, è quella di non aver adottato sufficienti misure in tema di traffico automobilistico e riscaldamento invernale per contrastare l’inquinamento nel capoluogo piemontese a partire dall’anno 2015.

“Mi appello alla ministra Cartabia con gli stessi argomenti che avevamo avanzato in una nota sottoscritta da quasi quattromila sindaci in occasione di una condanna sinceramente difficile da comprendere: siamo stanchi di essere i responsabili istituzionali di qualsiasi cosa, si intervenga con urgenza sulle norme eccessive, ridondanti e confusionarie che individuano ma non pongono un limite alla responsabilità dei sindaci. Altrimenti il governo farebbe bene a indicarci a chi consegnare le chiavi delle nostre città”.